Oct 18th, 22:19pm
15 notes
#gamergate #gamergate italia 
Perché nessuno in Italia sta scrivendo di #GamerGate

tenitchyfingers:

lastellablu:

Ok, lo so che alla maggior parte delle persone su Tumblr l’hashtag #GamerGate non dice nulla. Quelli che però bazzicano nel mondo dei videogiochi sapranno di che cosa sto parlando.
O forse no, perché in Italia nessuno ne parla. L’hashtag #GamerGate sta…

Nessuno scrive di gamergate in Italia perché riportare QUI, con la dovuta quantità di references, il dibattito nato, evoluto (e forse quasi morto) altrove necessiterebbe di una consapevolezza di cose come la game culture che in Italia, semplicemente, non esiste. Che sì, è quello a cui fai riferimento tu (la stella blu) quando dici che gli articoli scritti qua sono la tristezza infinita. Nessuno in Italia sa probabilmente neanche cosa sia Digra.
Per altro, è bene fare attenzione a quale sia stato l’ordine cronologico degli eventi: Anita subisce attacchi da quando ha cominciato a lavorare a TvsW (anzi, da prima), ed è finita nel fuoco perché - beh - non ne è mai uscita.
Zoe è stata attaccata DOPO che il suo ex ha agito da gran signore e organizzato un’operazione di revenge porn con i fiocchi. divertendosi.
Per la cronaca, le ipotesi di corruzione sessuale sono state ampiamente smentite. Ad ogni modo, c’è da rendersi conto di quanto possa essere ridicolo gridare alla corruzione tra giornalisti semi-indipendenti (che vanno avanti a patreon proprio perché non hanno interesse a scrivere le cazzate che l’industria - nb: QUELLI COI SOLDI - sarebbe disposta a ben pagare), e devs indipendenti che fanno giochi (belli o brutti) dowloadabili gratuitamente. il gamergate, anche fosse realmente interessato all’etica giornalista, sta decisamente abbaiando all’albero sbagliato. 
Chiunque scriva che la Sarkeesian si sta mandando le minacce da sola, può parlare con l’FBI che l’ha scortata fuori casa i primi di settembre, o mandare una mail all’università dello Utah e chiedere se hanno ricevuto davvero le minacce della “peggior strage studentesca mai vista” se lei avesse tenuto il suo discorso (che è stato cancellato, FYI). E farsi anche un paio di domande sul suo personale livello di empatia umana.
Nessuno sta portando via i giochi ai gamers, l’industria da trilioni di MO che li ha cullati e viziati finora sarà ancora ben disposta a farlo finché pagano i giochi 70 euro l’uno. I giochi indipendenti e la critica femminista non stanno facendo altro che creare nuove e interessanti nicchie, riflessioni, pensiero critico, cosa che in tutti gli altri media si è già vista, ma che non ha mai significato la morte del mainstream (questo per dire che le teorie cospirazioniste si meritano un "andate a giocare a Mulder e Scully altrove, grazie"). 
Quello che però il gamergate ha reso evidente, è come la diffidenza verso le donne sia tanto profonda da voler tentare di radicarle del tutto dal settore. e su questo andrebbe scritto un intero articolo. una tesi, magari. Perché dire “non sono d’accordo con le minacce di stupro, PERò…” è esattamente come dire “no ma io non sono razzista, PERò…”. Quei “però” pesano, signori. e condonano la violenza, anche se non perpetrata direttamente da chi li pronuncia.
L’hashtag “notyourshield” è una trovatona di quelli di 4chan, potete leggere come sia stato inventato da loro APPOSTA per generare l’indignazioni dei becco-facile in tutto il settore, QUI. perché sì, cari miei, non tutte le donne sono femministe e non tutte le persone non-bianche hanno voglia di lanciarsi in crociate contro i sistemi razzisti (altro tema che sarebbe interessante approfondire), ma preferiscono schierarsi contro chi lavora attivamente per migliorare la diversità negli ambienti culturali, piuttosto che mettere in discussione i videogiochi. that’s how the world goes.
Le persone che hanno subito gli effetti del GG non sono solo due. Mattie Brice e Jenn Frank sono altri due nomi che qui in Italia probabilmente non suonano nessun campanello, ma sono due giornaliste che io seguo e ammiro che hanno rinunciato al loro lavoro. Greg Costikyan e Alan Williamson sono due che lavorano nel mondo dei videogiochi da prima che il 90% dei GG fossero nati: il primo è stato definito un babyblogger, l’altro è stato attaccato perché editor di 5 out of 10 - che, funny enough, i GGers hanno creduto significasse che era editor di 5 riviste su 10 (gomblotto!!), mentre è il nome di una sola rivista. indovinate? indipendente anche quella.

Posso andare avanti finché vi pare, perché io del gamergate ho fatto la mia everyday-mandibola-a-terra per gli ultimi due mesi.

To sum it up, il gamergate è sì un casino totale, un marasma disordinato e incompetente, che sfrutta però con maestria la potenza tossica della folla ignorante, infuriata e cieca: scegliere vittime isolate e massacrarle urlando “burn the witch, burn the witch”. 


Oct 1st, 15:49pm
428 notes

crystaleyescrystallized:

Ludwig Fahrenkrog - Schicksal (Fate), circa 1917

crystaleyescrystallized:

Ludwig Fahrenkrog - Schicksal (Fate), circa 1917

(via art-and-fury)

Sep 9th, 22:03pm
376 notes
#italo calvino #lezioni americane #sacrosanta verità #eh 
"Alle volte mi sembra che un’epidemia pestilenziale abbia colpito l’umanità nella facoltà che più la caratterizza, cioè l’uso della parola, una peste del linguaggio che si manifesta come perdita di forza conoscitiva e di immediatezza, come automatismo che tende a livellare l’espressione sulle formule più generiche, anonime, astratte, a diluire i significati, a smussare le punte espressive, a spegnere ogni scintilla che sprizzi dallo scontro delle parole con nuove circostanze."

Italo Calvino, Lezioni americane (via doppisensi)

(Source: analgesico, via tattoodoll)

|| Jul Jackalope || fallen into the star fissure
My name is Giulia. I've lived for four years in Milan, where I got a degree in Media Design. Then I've lived in Copenhagen, where I took a MSc degree in Game Analysis. Now I live in a sunny place close to the sea. Here you'll find some personal works and inspirational stuff. I love 2d animation, movies, games, photography, comics, old toons, old stories.

You can chase the Jackalope on:


facebook
twitter